Gli indigeni Quipisca esempio al Forum Internazionale dello Sviluppo Locale

di Daniele Romeo – Pubblicato su La Voce del Popolo del 25 ottobre 2015

Torino – La testimonianza del leader della comunità di origine Quechua nel nord del Cile. Stanno costruendo il proprio sviluppo economico dal basso e con autodeterminazione.

Gli indigeni QuipiscaLa ricchezza del Terzo Forum per lo Sviluppo Economico Locale tenutosi a Torino è da ricercare tra le decine di delegati locali provenienti da tutte le parti del mondo. Ognuno con il proprio bagaglio di storia e passione, ma soprattutto con l’entusiasmo di raccontare il proprio territorio e le proprie origini. Esperienze lontane migliaia di chilometri dai riflettori del forum ma cartina al tornasole degli effetti positivi di un appuntamento importante organizzato dalla città. Claudia Ranaboldo, ricercatrice e coordinatrice del programma Rimisp (Centro Latino Americano per lo sviluppo rurale) accompagna la delegazione cilena al Forum; mi presenta Wilfredo Manuel Bacian Delgado, leader della comunità indigena Quipisca di origine Quechua nel nord del Cile; quello dei Quipisca è uno dei casi più rappresentativi da lei seguiti e costituisce un esempio di autodeterminazione dell’identità indigena locale. In Cile le comunità indigene non hanno una presenza massiccia come in Perù e in Bolivia e quella dei Quipisca è una presenza molto piccola, costituita da 30 famiglie distribuite su un territorio prevalentemente desertico di circa 3.000 Kmq.

Wilfredo Bacian è un diplomato universitario in Sviluppo Territoriale e la sua laurea è frutto della prima relazione che la comunità Quipisca ha avuto con Rimisp attraverso l’istituzione di corsi universitari con una caratteristica innovativa rispetto alle università europee: l’accesso ai corsi di studio anche a coloro che non hanno alcun titolo precedente. Al termine dei suoi studi, Wilfredo è ritornato nella sua comunità non solo per mettere a disposizione la conoscenza acquisita, ma anche chiedendosi quale piano la comunità Quipisca potesse attuare alla luce della sua nuova esperienza. È nato così un percorso basato sul riconoscimento dei diritti del proprio territorio e su tutto ciò che implica l’appartenenza ad esso con il conseguente processo di ricostruzione del valore comunitario. Una base materiale, la terra e il territorio, e una base simbolica legata all’importanza della comunità e della sua identità culturale. Il riconoscimento del patrimonio culturale e il peso che questo ha per la comunità anche in termini economici è all’origine del ponte di collegamento con lo sviluppo economico locale. Il primo sforzo che i Quipisca hanno attuato è stato la ricerca delle origini della propria cultura e il tentativo di ricostruzione della propria identità storica raccogliendone i risultati in un libro che costituisce l’unica traccia documentata del loro percorso passato. Wilfredo mi mostra orgoglioso una copia del libro che costituisce la linea di base della propria identità e mi dice che sarà presto online sul sito web della sua comunità. www.quipisca.cl

Dal punto di vista dello sviluppo economico, Wilfredo e la Ranaboldo sottolineano un tema fondamentale per i Quipisca: arrivare ad una visione comunitaria dello sviluppo. Ciò che la comunità ricerca in termini di crescita, di miglioramento del tenore di vita e del livello economico e delle infrastrutture non è deciso da fuori ma all’interno del gruppo sociale. È il principio di autodeterminazione e di presa coscienza dell’autonomia decisionale della collettività. In quest’ottica la comunità ha chiesto a Rimisp di fungere da assistente tecnico di appoggio all’interno dei processi che sta portando avanti. Un rapporto di autonomia anche in relazione alla presenza sul territorio di un‘impresa mineraria con la quale i Quipisca stanno sviluppando un piano di sviluppo territoriale con identità culturale e a cui vanno le risorse ricavate dalla cooperazione con questa azienda coinvolta attivamente nella ricostruzione del territorio.

Il Cile è uno stato moderno con una serie di problemi e la comunità indigena Quipisca sta costruendo il proprio sviluppo economico dal basso e con autodeterminazione in modo che il rapporto con lo Stato nazionale e municipale, con le imprese minerarie e con le altre comunità sia un rapporto di cooperazione, di responsabilità sociale e imprenditoriale ma non di dipendenza.

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